giovedì 5 novembre 2009

Mettiamoci una croce sopra

Quello che non capisco, ma veramente non me ne faccio una ragione, è perché, quando si parla dei crocifissi nelle scuole, i commenti sono sempre: "Eh, ma se noi andiamo nei paesi musulmani mica gli diciamo quello che devono fare", "No, non facciamo diventare l'europa un paese musulmano!" "I musulmani vogliono comandare a casa nostra"...
Ma dico banda di lobotomizzati, com'è, siete come i bambini che cominciano a parlare, che imparano una parola e dicono solo quella? Vi piace la parola "musulmano"? Cominciate a impararne qualcun'altra, vi aiuto: ebrei, testimoni di geova, buddisti, atei...
E poi ci sono le laicissime voci "di sinistra" (AHAHAHAHAH... Sigh): "una tradizione che non offende". Una tradizione? Uhm, ok, allora insieme all'ora di religione cattolica io propongo l'ora di mandolino, l'ora di bagna caoda e l'ora di parcheggio in doppia fila.

lunedì 2 novembre 2009

I-nglese, I-nformatica... qual era l'altra I?

Dai risultati del test di inglese sostenuto in quanto "fresca" matricola, si evince che, di tutti i (24!) neoiscritti a Lettere, la sottoscritta è quella che conosce meglio l'albionico idioma. Visto il livello dei quesiti, niente di cui bullarmi. Casomai, fossi il sistema scolastico italiano, mi porrei qualche domanda. Come me la sono posta io, che mi sono chiesta: avrei risposto correttamente anche dieci anni fa? La risposta è stata, sinceramente, mi sa di sì (e non è che a scuola fossi questa cima, in inglese).
Quindi dico: parliamone. Non c'erano le tre I? Cioè, queste giovani menti non solo non conoscono l'italiano, arrancano- e di brutto - anche con l'inglese di livello cat-on-the-table.
Sono depressa.
In compenso, non sono la più vecchia. Potrò fare amicizia con la tipa classe '74.

giovedì 15 ottobre 2009

14 ottobre 2009 - Teatro Savoia

Tre ore e mezza, no dico tre ore e mezza, duecentodieci minuti di monologo su quindici anni di storia italiana, la politica, i magna magna, l'economia... No dico tre ore e mezza, ma sai che palle?

E INVECE NO!

Tre ore e mezza volate via così, che uno sarebbe rimasto là altre tre ore e mezza senza battere ciglio, sulla sedia nemmeno tanto comoda. Sonno? Macché! Noia? Manco per il cazzo!

Questo si chiama COMUNICARE. Questo è CARISMA. Questa è ARS ELOQUENTIA. Questo è GIORNALISMO. Questo è un GIORNALISTA.



Io AMO quest'uomo. E basta. (e poi dice "solo più", e per questo lo adoro proprio)

sabato 10 ottobre 2009

Ehi tu!

Sì, dico a te, cittadino di Campobasso sociologicamente ascrivibile alla categoria "giovane".
Voglio rassicurarti: la piazzola dei pub non è tenuta ancorata al suolo dal peso del tuo culo indolente. Se lo sposti per una sera un po' più in là, tipo in un locale che per imperscrutabili motivi non è mai balzato agli onori della movida stanziale che tanto lustro dona alla vita notturna del luogo, ma che quella sera ospita un interessante concerto, se lo sposti per un paio d'ore, il tempo di convincere l'organizzatrice del concerto che in fondo anche il giovane campobassano medio ha nascosto da qualche parte nei meandri della sua psiche griffata un barlume di curiosità culturale, la piazzola non vola via nell'iperspazio. La sera dopo la troverai ancora lì, con i suoi tavolini e le sue rassicuranti sedie, e così quella dopo ancora, e quella dopo ancora...

sabato 3 ottobre 2009

ehbè

Bilancia (23 settembre - 22 ottobre)
C’è molta differenza tra il tuo lavoro e quello che avresti sempre sognato di fare? Hai la sensazione allarmante di non aver ancora trovato la tua vocazione? Hai l’impressione che un giorno scoprirai il vero motivo della tua presenza su questa terra, ma che non succederà molto presto? Se hai risposto no alle mie domande, congratulazioni! Sei sulla buona strada verso una vita da vincente. Ma se hai risposto sì anche a una sola domanda, è ora di fare qualcosa. Potresti cominciare proclamando chiaramente la tua volontà di scoprire cosa devi sapere per affrontare il problema con più grinta. Se lo farai, le forze cosmiche saranno pronte a premiarti.

Notare la prima domanda.

martedì 29 settembre 2009

Si fa presto a dire freddo

Con tutta la buona volontà e l'autocontrollo delll'universo, io non ce la faccio a fare questa faccia qua


Io mi terrorizzo.


Se per la classe se ne va in giro una cosa più o meno così, e se mi dicono che capita di frequente, perché c'è il giardino, e siamo bassi e sticazzi.


(mentre scrivo il post non ho ancora visualizzato l'immagine nelle sue dimensioni reali, perché basta un disegnino per procurarmi incubi agghiaccianti. Secondo voi la fobia degli scarafaggi può essere un valido motivo per mettersi in malattia?)

giovedì 24 settembre 2009

A me mme piace freddo

Nel corso della mia - seppur breve e invero poco brillante - carriera di educatrice di nani, ho sovente commesso un madornale peccato di ottimismo. Traviata da attimi fuggenti e studi umanistici di socratica ascendenza, ho pensato di poter trarre fuori il buono che alberga, più o meno nascosto, in ogni essere umano, tantopiù se l'essere umano in questione è agli albori della grande avventura della vita. La forma pedagogica della sindrome "io ti cambierò" che tanta letteratura di bassa lega ha ispirato. Ciò mi ha causato, va da sé, nevrosi e frustrazioni. Il bambino stupido insomma, nella mia mente culturocentrica, era tale per mia carenza professionale. Ebbene, in questo settembre in cui mi trovo a fronteggiare la classe più stupida, chiassosa e maleducata della storia, in questo settembre di scelte epocali (tutti i settembre per me sono di scelte epocali, ma questo di più), io ho deciso: sarò quello che sembro. Sembro fredda, così dicono, ma. Non lo sono. (Non lo ero) Io ero una Izzie Stevens. Che mi sta pure sulle palle a me Izzie Stevens. Quindi adesso si cambia. Sto esercitandomi a diventare la versione didattica del mio nuovo idolo seriale. Alle otto, impassibile, entro e all'una, impassibile, me ne vado. Nel mezzo, impassibile, senza alzare la voce, senza farmi venire le rughe d'espressione, raccolgo disegni di bambini che a cinque anni ancora fanno il bambino testone con le braccia al posto delle orecchie, attendo quel quarto d'ora che occorre per far arrivare al neurone il corretto significato dell'arcana frase "Per favore raccogli quel gioco che hai buttato sul pavimento?", osservo il curioso fenomeno di esseri di sesso femminile che non centrano la tazza quando fanno pipì.
Devo solo lavorare un altro po' sullo sguardo, che dovrebbe essere sì impassibile ma altresì velatamente minaccioso, 'che stupidi si nasce, silenziosi si può diventare.

p.s. Ho colpevolmente tenuto per mesi "Romanzo criminale" in una cartelletta, e adesso lo sto gurdando praticamente in contemporanea con la programmazione di Italia1. Quando si dice essere duepuntozero.